DUFF BEER, KRUSTY BURGER, KRABBY PATTY: CIBI CHE PIACCIONO MA… - Fondazione Università Magna Graecia

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DUFF BEER, KRUSTY BURGER, KRABBY PATTY: CIBI CHE PIACCIONO MA…

 
DUFF BEER, KRUSTY BURGER, KRABBY PATTY: CIBI CHE PIACCIONO MA…

Articolo a cura della redazione del Liceo scientifico “Ferrari”

 

Le abitudini alimentari influenzano stati d’animo e comportamenti. Gli studi scientifici dimostrano che è importante una dieta varia ed equilibrata.

 

Ai lettori che gongolano davanti ad un succulento ‘panino di Poldo’, a quelli che sognano da sempre di rinfrescarsi con una bella Duff Beer al Moe’s Tavern da Boe, diciamo: il cibo, cinico e baro può giocare brutti scherzi. A lanciare l’allarme è David Kessler, ex commissario della Food and Drug Administration e professore di Harvard, che nel suo scritto “The End of Overeating” accusa l’industria alimentare di utilizzare in maniera eccessiva zuccheri, grassi, additivi ed aromi. A giocare un ruolo chiave è lo zucchero sostanza che, al pari di una droga, può portare ad una vera e propria dipendenza. Si è visto che l’interruzione della regolare somministrazione di dosi elevate di acqua zuccherata ad alcune cavie, determina una sintomatologia simile alle crisi di astinenza. L’aumento della dopamina nel cervello, attivata dagli zuccheri, scatena una reale sugar-addiction. È questa la conclusione del lavoro del neuroscienziato Bart Hoebel, presentato nel 2008 durante il meeting di Neuropsicofarmacologia in Arizona. “Gli stimoli alimentari possono risultare simili a quelli che innescano la compulsione per le droghe- ribadisce  Gearhardt (psicologo clinico di Yale)- se è vero come è vero che il consumo di alimenti gustosi può essere accompagnato da una perdita di controllo da parte delle persone che mostrano segni di dipendenza”. Altri studi dimostrano che i cibi fast-food, ricchi di additivi e conservanti, aumentano il rischio di disturbi iperattivi nei bambini e negli adolescenti (ADHD: Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder). Una ricerca inglese dell’Università di Bristol pubblicata sul Daily Mail ha rilevato che il cibo dei fast food, giorno dopo giorno può arrecare danni permanenti al cervello dei più piccoli. Pauline Emmett ha parlato di effetti “cronici” e “irreversibili”. “I bambini che mangiano troppi cibi zuccherati o confezionati- ha precisato il ricercatore- non hanno abbastanza vitamine: il loro cervello non può formarsi come dovrebbe. Una sana alimentazione nei primi anni di vita è essenziale perché è il periodo in cui il cervello cresce più rapidamente”. Iperattività, difficoltà di concentrazione, dipendenza da zuccheri, obesità: do you really want another hamburger?

 

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