LA “TONNINA” O IL TANNINO? L’ALCHIMIA DELLA TORRE - Fondazione Università Magna Graecia

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LA “TONNINA” O IL TANNINO? L’ALCHIMIA DELLA TORRE

 
LA “TONNINA” O IL TANNINO? L’ALCHIMIA DELLA TORRE

Articolo a cura della redazione dell’I.T.C. “Grimaldi-Pacioli”

 

Nel lontano 1925 sorgeva nei pressi di Catanzaro Marina, la LE.DO.GA (acronimo di Lepetit, Dollfus e Gansser), fabbrica del tannino, sostanza presente nel castagno e nelle querce dell’altopiano silano. L’azienda, leader per la concia delle pelli e in parte nel settore farmaceutico, produsse fino al 1969, quando a causa della concorrenza estera, nel cielo non si vide più l’intenso fumo della “Tonnina”, la ciminiera di 30 m.

Ma cosa sono i tannini? I tannini sono composti polifenolici di origine vegetale presenti nella frutta (uva, mele, mirtillo, melograno), nel tè, nel cacao, nel trifoglio, negli alberi (castagno, quercia, acacia) ed in alcune erbe. Così come proteggono molte piante da eventi dannosi fisici e biologici, i tannini vantano anche importanti proprietà “nutraceutiche”. Hanno cioè le caratteristiche di alimenti funzionali, capaci di produrre effetti benefici sull’organismo se assunti nel regime dietetico (Asquith et al.,1986; Kumar et al.,1990; Makkar et al.,1994).

I tannini idrolizzabili, tra i quali l’acido tannico, possono essere utilizzati per la loro azione astringente (ferite e tagli), antibatterica, antivirale (HIV e HSV), antiemorroidaria, emostatica, antidiarroica, antinfiammatoria (collutori, gocce oculari) anche a carico di patologie intestinali quali la colite ulcerosa ed il morbo di Crohn. I tannini sono, inoltre, impiegati nei prodotti cosmetici come antiseborroici ed antiforfora. Da un punto di vista farmacodinamico hanno evidenziato proprietà inibenti le attività enzimatiche, riducono la pressione arteriosa, limitano l’aggregazione piastrinica con effettivi favorevoli sulle patologie coronariche. Successive sperimentazioni hanno altresì evidenziato come l’acido tannico, a livello sistemico, sia antiossidante (Bagchiet al.,1998) e capace, in determinate circostanze, di bloccare la crescita delle cellule tumorali (Ye et al.,1999).

Altri studi (Liu et al., 2015) hanno dimostrato attività contro il virus dell’epatite C, responsabile spesso di cirrosi e di carcinoma del fegato.

Ovviamente, l’augurio sarebbe quello di recuperare la straordinaria attività di lavorazione dell’acido tannico, anche sulla base delle indicazioni provenienti dalla ricerca scientifica. Un modo per continuare un’opera iniziata nella città di Catanzaro circa 90 anni fa, per non disperdere un patrimonio prezioso di passione e talento, verso un domani sempre più possibile e sicuro. Un futuro per il passato.

 

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